Costa Concordia e la moda della foto con il relitto

di Laura Commenta

“Due cose mi stupiscono: l’intelligenza delle bestie e la bestialità degli uomini.” È la celebre frase di Flora Tristan, un aforisma che non conosce tempo, purtroppo per noi umani. Eh si, perchè sembra che alcuni esempi del genere umano non siano contenti se non danno prova delle propria mancanza di tatto, insensibilità, stupidità. L’ultima in ordine temporale colpisce una tragedia che purtroppo si é consumata nei nostri mari qualche giorno fa. Costa Concordia é naufragata vicino all’isola del Giglio, ma non é affondata del tutto e il relitto emerge dalle acque quasi a voler testimoniare ancora una volta la tragedia consumatasi meno di un mese fa.

E purtroppo qui inizia lo spettacolo. Si, perchè i visitatori non si accontentano di fare un giro sul molo, di osservare i gabbiani e respirare la fresca aria marina che permette, solo per un istante, di non pensare a quella nave che da lì avrebbe dovuto solo transitare, con il famoso “inchino” di cui tutti parlano. Un inchino troppo vicino alla costa, del quale qualcuno ha accusato la stessa società Costa Crociere, rea di imporre un rischio troppo elevato a scopi pubblicitari. D’altra parte i funzionari sottolineano che osservando le dovute norme di sicurezza, nessun impatto si sarebbe realizzato.

Pubblicità o no, purtroppo ad oggi alcune persone hanno perso la vita, senza contare il grande numero di turisti che da questa vicenda ne sono usciti sconvolti. Ma qualcuno pensa forse che sia tutto un film, che in realtà non sia morto nessuno e che quella nave, calata a picco, possa benissimo rappresentare lo sfondo di una allegra cartolina vacanza. Una posa leggiadra, un sorriso a 32 denti, un obiettivo e uno scatto: la foto é fatta e una volta tornati a casa, questi elementi (scusateci ma proprio non riusciamo a chiamarli umani) torneranno a casa mostrando ad amici e parenti che in quei giorni erano lì anche loro. A testimonianza di ciò tireranno fuori la suddetta fotografia, dove si mostrano sorridenti all’obiettivo di una fotocamera, che dietro di loro riprende quelli che sono i resti di una tragedia. Che meriterebbe rispetto.

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