Con Lanvin e Givenchy le bambole di Natale sono griffate

di La Redazione Commenta

Il Natale è molto spesso sinonimo di charity; è sì infatti un periodo da passare in serenità con i nostri cari, ma sempre più uno spunto per pensare anche a chi è meno fortunato di noi. Da sempre grandi griffes e marchi importanti del mondo fashion mettono la propria immagine e la propria creatività al servizio di uno scopo benefico e generoso. Quest’anno è il turno di due grandi e prestigiose case di moda che hanno pensato a delle bambole per regalare un sorriso a chi non ne ha.

Lanvin e il suo direttore creativo Alber Elbaz, hanno stretto una forte collaborazione con la ONG Dessine L”espoir, un’associazione che da anni si batte nella lotta contro l’HIV, con la creazione di quattro fashion dolls in edizione limitata, grande amore di Jeanne Lanvin. Le bambole, dei veri e propri pezzi da collezione per gli amanti del genere, sono deliziose e stylish e indossano alcuni modelli della nuova linea Lanvin Petite, la linea di Lanvin dedicata alle bimbe più glamour. Ogni bambolina è stata ricamata e cucita da donne sieropositive dello Swaziland, che fanno parte dell’associazione Dessin L’espoir che le aiuta a migliorare le proprie condizioni di vita.

Gli esemplari sono già in vendita da novembre e le potete trovare nelle boutique Lanvin e in rivenditori selezionati al costo di 250 euro. Parte del ricavato andrà a Dessine L’espoir per proseguire il progetto di sostegno nello Swaziland.

Anche Givenchy e Riccardo Tisci hanno scelto la bambola per fare del bene. La maison ha infatti creato 50 bambole, vestite con creazioni d’alta moda e ispirate alla sfilata haute couture 2011 di Givenchy, che saranno battute all’asta a favore del progetto Unicef Les Frimousses des Créateurs, un’iniziativa operativa in Darfur che l’anno scorso ha consentito di curare e vaccinare molti bambini.

L’asta per la vendita è cominciata il 29 novembre su firstluxe.com ma c’è tempo fino al 12 dicembre perriuscire ad aggiudicarsi una di queste bamboline e aiutare così un bambino a sorridere.

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