A Bologna. Alla Boutique Tozzi, negli spazi dell’ex Admiral, il connubio tra cinema e moda

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 Dalle prime borse, destinate ad essere non più un semplice accessorio ma una parte integrante e indispensabile del look, come la Bagonghi Bag di Roberta di Camerino, alle ballerine di Marilyn Monroe, passando per i giubbotti di pelle e le gonne a campana degli anni cinquanta. Il cinema è di scena alla Boutique Tozzi di Bologna, una delle poche boutique che ha la fortuna di poter vantare una location dedicata alla settima arte: è, infatti, situata all’interno del vecchio cinema Admiral. C’è sempre stato un forte legame tra moda e cinema, le grandi star del passato e del presente hanno indossato e indossano tutt’oggi grandi firme della moda nei loro film di successo e nella vita privata: un nome su tutti, Audrey Hepburn che ha fatto innamorare non solo registi e stilisti, ma milioni di ragazze che continuano ad imitarla, indossando leggings neri e ballerine rasoterra. Ecco l’idea della Boutique Tozzi di Bologna, in via San Felice 28, di creare un vero e proprio percorso filmico tra moda e cinema che dà la sensazione ad ogni “cliente-spettatrice” di far parte di un “film d’autore”. Una sorta di esposizione permanente di “creazioni” che hanno vestito e vestono le più grandi celebrities e di accessori legati alle star. Il tutto ben mescolato a quei richiami cinematografici come un cineproiettore degli anni ’30, vecchie sedie in legno massello, i fari “occhi di bue”, pezzi di pellicole e bobine sparse un po’ ovunque, locandine di attrici del passato, icone di uno stile quanto mai attuale.

E se il cinema è anche sogno ed immaginazione, ci si lascia conquistare da alcuni degli abiti elegantissimi e straordinari “protagonisti sul red carpet” di Venezia, Roma e Cannes, come quelli della stilista Alberta Ferretti che, nelle ultime edizioni, ha vestito più di una attrice. Ultimamente una maliziosa Laura Chiatti, ha indossato un abito di Philosophy per la presentazione del film di Pupi Avati, Gli amici del bar Margherita, in cui lei è l’entraineuse Marcella, che fa innamorare l’ingenuo Bep (Neri Marcorè). La pellicola sarà nelle sale a primavera. Ksenia Rappoport, madrina della 65° mostra del cinema di Venezia, ha sfilato sulla passerella rossa, con un lungo abito in chiffon azzurro. Christina Ricci, invece, si è presentata in un sofisticato e originale abito, effetto palloncino, per la festa del periodico Gotham che le ha dedicato la copertina del numero di maggio. E come in un vero museo ogni abito ha la sua relativa descrizione, chi l’ha indossato, per quale occasione, dettagli e colori. La Boutique Tozzi traduce così con un linguaggio di parole, insieme ad un gioco di luci, l’atmosfera sensuale, leggera ed eterea dei “grandi abiti”. La “mostra” offre anche l’opportunità di immergersi nel mondo dell’atelier di Roberta di Camerino con il primo modello di borsa realizzato in velluto, la “Bagonghi Bag”, chiamata anche “borsa della principessa” in quanto era la preferita di Grace Kelly (sovrana di Monaco), e con l’ultimo dedicato a Simona Ventura, la popolare conduttrice televisiva. Si chiama “Simo Bag”, è realizzata in velluto verde soprarizzo(tessuto a mano su antichi telai di legno del tardo ‘700 che, secondo la tradizionale tecnica veneziana, viene lavorato al buio perché conservi intatta la sua unicità)ed è destinata a diventare un altro accessorio “culto”, con il suo design che si rifà a compassate atmosfere messicane. E come non ricordare i favolosi anni cinquanta? Anche per chi non li ha mai vissuti, resteranno per sempre nel nostro immaginario come un “posto” dove tutto era canzone e ballo. Il rock’n’roll, i giubbotti di pelle e le gonne a campana. Quest’ultima è stata riproposta da Prima E, riportandoci ai favolosi tempi di Grease e a una moda piena di ottimismo e di energia. Tra gli altri marchi spiccano t-shirt in Limited Edition Top of the Top di Vintage 55 con stampata l’immagine di donne diventate icone di stile, come Audrey Hepburn, Marilyn Monroe, Brigitte Bardot. E angolo dopo angolo, all’interno del vecchio Admiral-Tozzi (ancora visibile lo spazio per la biglietteria, oggi trasformato in camerino prova), si scopre che da Hollywood a Cinecittà,tanti interpreti “convivono” con articoli di alta gamma molto ricercati. Un esempio? L’attrice australiana Nicole Kidman, in The Interpreter, diretto dal regista Sydney Pollack, non si separa mai dalla sua “Shoulder Bag 556”, firmata Belstaff. E per finire non manca una selezione di occhiali (scelti da Francesco Tassi, ottica di via San Felice), unici per ricercatezza di forme e materiali. Fra questi le riedizioni dei modelli originali creati da Oliver Goldsmith negli anni ’50 e ’60, per attrici del jet-set internazionale. Tra tutti, il modello Sofia, “identico” a quello della popolare Loren. La Boutique Tozzi si rinnova e diventa un “set cinematografico” dove convergono vecchie e nuove icone, arte e cinema, stilisti e nuovi emergenti.

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