Vintage da comprare all’asta e da mettere in banca

di Elisa Mancini 1

Avete del denaro da investire? Comprate una Birkin di Hermés…Vi sembrerà un suggerimento piuttosto scontato ma qui non si tratta di moda: parliamo di economia piuttosto. E qui il consiglio scontato sarà: investite in qualcosa che conservi il suo valore nel tempo.

A questo punto passiamo alla fashion economy ed eccovi la notizia non scontata: la vostra  non sarà solo una bag, ma una Investment bag, come la chiamano gli addetti ai lavori. Così, l’ investimento del futuro è nella moda del passato. Abiti usati, accessori e scarpe d’autore vengono battuti all’asta e pagati cifre esorbitanti e paragonabili  a quelle pagate per capolavori dell’arte. Allo stesso modo, le banche riconoscono il vintage come fonte di investimento sicura.

Chiaramente esistono delle regole e non tutto il vintage possiede il medesimo valore; valore che,  in termini di prezzo, nell’ultimo anno e mezzo, ha raggiunto il quadruplo di quanto preventivato.

Innanzitutto possono essere considerati vintage solo i pezzi che hanno almeno vent’anni.  Come spiega  la direttrice del dipartimento  tessuti di Christie’s London, Patricia Frost. Inoltre alcune collezioni delle più importanti case di moda avranno più valore di altre: per tale ragione va seguito il percorso  di uno stilista anno dopo anno, e decennio dopo decennio, per capire quali collezioni sono state le più apprezzate e quali, quindi, conserveranno un maggior valore in futuro.

In proposito, attualmente, hanno raggiunto valutazioni altissime  le creazione del I Dopoguerra, ovvero quelle  venute fuori dagli atelier parigini in pieno fermento, nel periodo 1936-1943.

Inoltre possiedono, un valore aggiunto gli abiti e gli accessori appartenuti a celebrities: in questo caso il prezzo del capo può arrivare alle stelle: ad esempio l’abito indossato da Marilyn Monroe per cantare Happy Birthday al presidente Kennedy è stato venduto per  1. 270.000 euro. E’ poi finita su tutti i giornali l’asta di 635 pezzi Haute Couture di Chanel, creati in edizione limitata o in esclusiva ed indossati da dive del cinema e celebrities: l’ asta è stata organizzata dalla casa d’aste parigina Drouot ed i suoi agenti, per organizzare l’evento, hanno fatto ricerche per un anno e mezzo.

A portare alle stelle le quotazioni la moda d’annata è non solo il ruolo svolto da Internet ma anche quello rivestito dai Musei: i più prestigiosi si stanno dotando di un nuovo padiglione moda.

Per procacciarsi i capi, poi, le aste devono far riferimento a privati in cerca di guadagno o a collezionisti puri che cedono anche più di un pezzo in cambio dei pezzi più rari ed introvabili. Ad acquistare i capi, una volta acquisiti dalle case d’asta sono invece, spesso giovani stylist alla ricerca del capo unico, ad un prezzo impossibile, per la celebrity dalla quale segue l’ immagine.

Fonte: Repubblica.it

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