Consumi in diminuzione in attesa dei saldi

di La Redazione Commenta

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Saprete resistere alla tentazione di vetrine scintillanti e passerelle rosso fuoco? Chi ha già avuto l’occasione di fare un giro per le vie del centro cittadino lo sa bene: impossibile passare dritti davanti a una sfavillante vetrina di swarovski, come possiamo non dare una sbirciatina a quel negozio di bigiotteria così grazioso? E al nostro bazar orientale preferito… la difficoltà aumenta se pensiamo che fra meno di un mese tutta questa merce subirà un calo di prezzo: comprare adesso o aspettare i saldi, questo é il problema. Eppure una soluzione, felice, ci sarebbe.

L’ipotesi di anticipare i saldi durante le festività natalizie parte sia dagli imprenditori che dai clienti. L’idea é quella di iniziare sin da subito con gli sconti: si darebbe la possibilità di risparmiare a tutti i clienti, mentre i commercianti avrebbero un’occasione maggiore per sfruttare uno dei periodi più redditizi dell’anno. Aprire la stagione dei saldi già da questo mese, piuttosto che a gennaio è un’idea concepita dal desiderio di approfittare sin da subito degli acquisti festivi. Se invece i saldi saranno rimandati al mese prossimo, in questo periodo i commercianti perderanno due clienti su dieci: il 21% degli intervistati non ha dubbi, per Natale non spenderà nemmeno un euro per abbigliamento e calzature e aspetterà. Gli italiani sono preoccupati e pessimisti riguardo al futuro e di certo pesano i sacrifici previsti dal decreto Monti, nonchè l’aumento dell’IVA e quindi dei prezzi.

Speriamo che le tredicesime possano dare fiato e maggior impulso ai consumi già prima delle vendite di fine stagione – sottolinea il presidente Federazione Moda Italia Renato Borghi -. Saldi che, grazie alla proficua collaborazione tra le articolazioni di Federazione Moda Italia sul territorio nazionale e le Regioni, per la prima volta, prenderanno il via in pressoché tutte le regioni il 5 gennaio 2012 evitando antipatiche concorrenze tra una Regione e l’altra, disordine, incertezze e ritorno all’antica anarchia territoriale.

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