RE-BELLO, materiali eco e innovativi per l’a/i 2015-2016

di La Redazione Commenta

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RE-BELLO, azienda giovane nel settore abbigliamento, ha una missione particolare: utilizzare materiali incredibili e salutari per quanto possibile, da impiegare nella realizzazione dei suoi capi. Sono due le sorprendenti novità di questa stagione a/i 2015-2016: Cypress e Nettle Denim.

Cypress

In estremo oriente il legno di cipresso, da sempre, viene impiegato in modo diffuso come materiale da costruzione, apprezzato per la sua colorazione chiara, oltre che per il sottile aroma al limone che emana. Un utilizzo particolare del cipresso riguarda la sua corteccia che viene sminuzzata per ricavarne un tessuto dalle elevate qualità lenitive, tranquillanti e anti-irritanti. Questa pianta possiede infatti spiccate proprietà salutari e anti-batteriche per la pelle. Il tessuto utilizzato da Re-Bello è prodotto seguendo un procedimento innovativo, senza l’utilizzo di sostanze inquinanti, mentre gli studi di Grado Zero hanno ulteriormente esaltato le proprietà salutari presenti nelle fibre. Si tratta, inoltre, di un tessuto resistente e i capi prodotti con esso, come il blazer donna dal design essenziale presente nella collezione autunno/inverno 2015-2016, sono fatti per durare nel tempo.

Nettle Denim

RE-BELLO ha dato vita a un denim ottenuto con la filatura e tessitura delle fibre d’ortica, estratte meccanicamente dalla pianta senza l’utilizzo di additivi chimici inquinanti. Questa è sicuramente un’alternativa ecologica alle fibre comunemente utilizzate nell’industria tessile e un’esclusiva firmata Re-Bello, frutto dell’intensa collaborazione con lo studio di ricerca Grado Zero Espace. Al termine delle attività di ricerca e produzione si è ottenuto un materiale dalla consistenza simile a lino, incredibilmente morbido e leggero. , non solo piacevole al tatto, ma anche anti-irritante. Si chiama Nettle Denim, ma l’utilizzo delle fibre d’ortica in campo tessile non è una novità assoluta. In passato, infatti, l’ortica è stata utilizzata principalmente in Europa per la sua facilità di approvvigionamento rispetto al cotone. Il suo utilizzo ha trovato spazio in ambito militare durante la prima guerra mondiale, ma soprattutto nel periodo di Napoleone Bonaparte, impiegata nella produzione di migliaia di divise dell’esercito francese.

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