Milano Fashion Week. Delicatezza e sensualità appena accennata con Paola Frani

di Federica Commenta

E’ iniziata ieri, in grande stile, la settimana della moda milanese, evento tra i più importanti al mondo che continuerà fino al 27 settembre. Il grande circo mediatico del fashion system vedrà quindi una settimana molto intensa per il capoluogo lombardo, che ospiterà le sfilate di alcuni dei più grandi nomi del mondo della moda, accanto a designers che da poco sono riusciti a ritagliarsi un posto sotto i riflettori.

E il giorno inaugurale ha visto sfilare la collezione di Paola Frani, che ha regalato ai visitatori dello showroom di via Carlo Botta un vero e proprio tributo alla delicatezza, alla leggiadria e alla sensualità timida e appena accennata.

Delicatezza che traspare immediatamente dalla scelta dei colori, dei tessuti e dalla cura dei particolari che, da sempre, caratterizza le collezioni di Paola Frani. A cominciare dagli abiti al ginocchio, dalle bluse senza maniche, dai maglioncini che giocano con il traforo e le trasparenze e che sembrano fatti di tante piccole squame che donano movimento al capo, per arrivare ai tessuti impalpabili ricoperti di stampe discrete che non appesantiscono, anzi, rendono ancora più leggero l’abito lungo fino ai piedi, il completo blusa pantaloni e il vestito, ravvivati da un dettaglio di colore.

E poi ancora il ricamo eseguito con maestria che diventa una vera e propria opera d’arte, il candore di un virginale abito bianco, il calore di un color albicocca che spezza la monotonia. Paola Frani sceglie le righe, sempre diverse e mai uguali, protagoniste di tutta la sfilata. Che siano quelle orizzontali e a contrasto di un vestito al ginocchio o quelle celate e quasi nascoste in una sorta di trompe l’oeil, quelle verticali che accorrono in aiuto della silhouette o quelle oblique, non sono mai scontate ma soprattutto non annoiano mai.

Un plauso particolare va alla scelta dei colori, tenui ma intensi, delicati ma vivaci e, insieme ai tessuti morbidi e impalpabili, grandi protagonisti della collezione.

Foto: Lorena Scopelliti

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