AltaRoma 2013, commento alle collezioni dell’Alta Moda capitolina

di Elisa Mancini Commenta

Siamo giunti all’ultimo giorno della ventunesima edizione  di AltARomAltaModa, la Fashion Week  della Capitale che, tra maison storiche, nuovi talenti ed eventi correlati, ha  tentato anche in questa edizione di farsi vetrina  del risultato del lavoro delle menti creative che hanno scelto Roma come  sede per le loro creazioni o come palcoscenico sul quale esibirle.

Ed eccoci qui a commentare alcune delle collezione presentate: così le passerelle sono state calcate dalla collezione della toscana Antonella Rossi, ispirata all’Africa e suoi colori come l’ avorio, rosa corallo, sabbia, arancio, turchese, blu inchiostro in cui sono stati declinati abiti stile Impero, caftani  e tuniche plisse’.

L’Africa si ritrova anche nelle stoffe wax, tipiche delle coste di questo Continente che, insieme a jacquard andini, bombette stile inglese e cappelli dal tocco aristocratiche si ritrovano nella collezione dell’emergente  Guest Designer Stella Jean. C’è poi l’Haute Couture di Sarli  disegnata da Carlo Alberto Terranova per la Primavera/Estate 2013 che ha catturato dalle Ceramiche dei Maestri di Caltagirone, le forme  e i colori.

C’è poi la Couture 4D creata da Guillermo Mariotto per Gattinoni: abiti concepiti  come tridimensionali e come riproduzioni prospettiche da gustare con occhiali, distribuiti nel parterre per poter percepire la terza dimensione cui si unisce la quarta, tattile che può essere offerta da tessuti  come il tulle, l’organza, lo chiffon, il pizzo e  il mikado.

E’ il Blu Balestra il protagonista,della nuance del Fiordaliso il Protagonista assoluto della Haute Couture P/E 2013 di Renato Balestra: si accompagna al bianco e lascia il posto solo a questo  e tinge motivi floreali ed è illuminato da strass.

Ci sono poi le applicazioni gioiello a forma di insetto, il leit motiv delle  stampe a maxi cuori, e le stampe diamantate  dei giovanissimo duo di talenti emergenti MarcoBologna. E si passa attraverso i tailleur di alta sartorialità concepiti, però per accarezzare le curve ed esaltare le forme: quelli di Raffaella Curiel sono ispirati  al ritratto del Quattrocento di Simonetta Vespucci del Botticelli.

Mentre la “Monstera” è la specie vegetale protagonista della collezione di Nino Lettieri: la foglia di colore verde intenso della pianta di orgine viene  ricamata sugli abiti da sera, si staglia su sandali i in raso di seta e paillettes e su bijoux.

 

 

 

 

 

 

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