Le t-shirt più brutte dell’estate 2013

di La Redazione Commenta

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Ben venga l’ironia, il divertimento, ma il cattivo gusto è un’altra cosa, quello proprio non fa parte della moda  e dello stile. La t-shirt è divenuta negli anni uno strumento di comunicazione, con la t-shirt si indossa un pensiero, un simbolo, una battuta, una provocazione, ma in alcuni casi si rasenta come ho già detto prima, il vero cattivo gusto.

Ricordate la t-shirt indossata da Nicole Minetti “Senza t-shirt sono ancora meglio?” Esempio lampante di cattivo gusto, ma quel capo andò letteralmente a ruba, per la gioia di Happiness, brand autore della maglietta e specialista in messaggi ironici. Sul web c’è da sbizzarrirsi e oggi ho scelto per voi una selezione di t-shirt, secondo il mio parere, da evitare.

Sulla scia del successo della farfallina di Belen, ecco che ci suggeriscono di annunciare che anche noi abbiamo la farfallina. Out! Indossare una parolaccia non è certo simbolo di finezza, direi che è out anche la grafica che riguarda l’infinito e il simbolo 8 orizzontale. Sarà contento Jovanotti, che di questo slogan ci ha fatto un successo, Ciao mamma guarda come mi diverto! E facciamoci pure una cantatina, yo yo, voto 3.

Polvere di stelle? Un capolavoro del cinema italiano, che forse i giovanissimi non conosceranno e magari compreranno la t-shirt che recita m’ando vai se la banana non ce l’hai, ridendo per il geniale doppio senso. Infine l’esplicito invito a scegliere la location per una notte di sesso. Provate ad indossarla e garantisco una notte in bianco.

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