La rivincita delle curvy, in Gran Bretagna stop ai manichini taglia 40

di Valeria Marco Commenta

Parigi Fashion Week - Collezione PE 2014 Anthony Vaccarello

La taglia 40 non è più  la taglia standard delle done da moltissimi anni, se mai c’è stato un tempo in cui tutte le donne erano magre e alte. I fisici delle donne sono cambiati come è cambiato lo stile di vita negli ultimi decenni ma, nonostante questo, il grande mondo della moda fa fatica ad accettare questa realtà.

Non solo sulle passerelle si vedono solo ragazze magrissime che a malapena arrivano alla taglia 38, ma anche nei negozi persiste questa visione distorta della realtà. Sarà per questo che il ministro delle pari opportunità inglese ha chiesto ai negozi del Regno Unito di non mettere più manichini taglia 40 in vetrina, ma di proporre anche modelli più vicini alla realtà, dato che la taglia media delle donne nel Regno Unito è la 48 (solo dieci anni fa era la 44).

In Inghilterra c’è già chi ha avuto questa idea: si tratta della catena Debenhams che non solo ha manichini con taglie forti in vetrina, ma ha introdotto la diversità della moda introducendo nelle sue campagne pubblicitarie modelle con problemi fisici e atlete para olimpiche.

I book maker inglesi hanno già fatto la lista di quali saranno le catene di negozi che seguiranno il consiglio del ministro Jo Swinson. Secondo gli esperti del settore saranno molti i brand famosi che inizieranno a rivoluzionare le loro vetrine, mentre per i bookmaker inglesi il primo a mettere anche manichini oversize in vetrina sarà la catena Mark & Spencer seguita dalla BHS (quotate a 3.20 e 3.50) mentre ci sono poche speranze di vedere manichini più in carne nelle vetrine dei negozi low cost.

H&M è data a 51.00, mentre le possibilità che lo faccia la catena britannica Topshop, che ha appena firmato con Kate Moss, o Zara sono davvero minime, 1 su 100.

Foto | PATRICK KOVARIK/AFP/Getty Images

 

 

 

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