La Vogue Fashion’s Night Out di Roma, commenti sull’evento

di Elisa Mancini Commenta


Ancora la notte di Vogue a Roma. Dopo un anno di pausa è tornata carica di luci sfavillanti, promesse glamour, di celebrities,  di ricordi da conservare e con la sua folla in movimento.

Non cambiano gli ingredienti e tornano rassicuranti ad offrirci un’atmosfera di bellezza prima che l’estate finisca davvero. Si modificano però nelle dosi e nelle reciproche proporzioni.

L’atmosfera c’era ancora, bellissima. E quello che di più spettacolare offre la VFNO è non soltanto una Roma inedita che continua a vivere al buio e diventa più viva che mai e che offre la possibilità  di accedere a un mondo patinato che risplende di cose incantevoli anche a chi normalmente lo spia solo attraverso lo spazio di una vetrina.

Perchè entrare da Fendi e sorseggiare un prosecco non è all’ordine del giorno ed è incredibilmente divertente anche entrare da LIST in una Via Frattina e farsi immortalare di fronte ad un set fotografico che riproduce la Scala dei Turchi di Agrigento dove sono ambientati gli scatti dell’ADV Campaign per l’Autunno/Inverno 2014/2015.

Così come non è del tutto usuale farsi truccare in vetrina dai make-up artisti chiamate da Atos Lombardini, assistere a delle sfilate di lingerie organizzate nei vicoli.

E’ così che il mondo della moda diventa alla portata di tutti… Di troppi veniva da pensare a tratti: a caccia degli ambiti omaggi come le calze in una lattina personalizzata offerte da Gente Roma o della shopper di Kiko.

Una marea di ragazzi e di ragazze giovanissimi che affollano gli ingressi dei negozi più esclusivi della capitale, accompagnati dalla musica dei dj set, alla ricerca di un cocktail da sorseggiare o di un gadget da aggiudicarsi o di una location giusta per un selfie o per uno scatto in grado di non tralasciare nemmeno un dettaglio, dalla testa ai piedi, dell’outfit indossato.

Non si trattava più della stessa folla contenuta di fashioniste esperte che aveva partecipato alla prima edizione, curiosa di gustarsi una nuova prospettiva su un mondo assai ben conosciuto.

E il motto  lanciato da Carpisa e stampato sui palloncini neri che invadevano la città “No blogger, no influencer, just me”,  non diceva il vero perchè invece il cambiamento avvenuto in queste edizioni, in quanto a pubblico presente, dimostra che i milioni di scatti postati e seguiti, il modo nuovo di diffondere, accogliere e lanciare tendenze  e di interpretare la moda hanno cambiato le regole e i partecipanti al gioco.

O diceva il vero perchè in effetti la città era piena di ragazze che solo in quanto loro stesse, e in qualche caso in modo consapevole, rivendicavano il diritto di esserci, di riconoscere Franca Sozzani e  di lasciarsi guardare.

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