New African Fashion, sulla nuova moda africana

di Elisa Mancini 1

E’ in uscita “New African Fashion”,  il volume  curato Helen Jennings, direttrice del giornale di cultura africana “Arise Magazine”: il libro è una guida al mondo della scena della moda africana, popolata da un gruppo di stilisti emergenti che si stanno affermando nel fashion system internazionale.

Si parla di Duro Olowu  e dei suoi disegni pieni di colori e fiori e dei motivi ripresi dalle stoffe tradizionale di Gloria Wavamunno, degli audaci micro-abiti di Eric Raisina e  dei suoi vertiginosi tacchi e, ancora, del brand nigeriano Maki Oh, fondato da una ragazza del Lagos e rappresentato da creazioni che rivisitano in chiave moderna i tessuti locali tradizionali.

Lo stesso mix ecclettico tra passato e presente, tra radici ed innovazione si ritrova in Jewel by Lisa, uno dei talenti più noti della scena africana: tra le idee più innovative del brand troviamo quella di trasformare l’agbada, il top indossato dagli uomini africani, in  un originale capo per le donne, alle cui curve viene adattato.

Fino ad ora il continente africano, con i suoi colori ed il suo calore,  era stato un’importante fonte di ispirazione per l’alta moda internazionale:  basti pensare ad alcune collezioni di Yves Saint Laurent o Paco Rabanne.

Eppure il mondo creativo africano era sempre  rimasto chiuso in se stesso ed improntato ad un’estetica votata al passato. Ora questo mondo ha iniziato ad assorbire in se la contemporaneità senza tradire la sua essenza ed il rispetto per se stesso:t utte le creazioni dei designer africani si caratterizzano, infatti,  per un’attenzione ai sistemi di produzione etici ed ecologici.

Non resta, dunque, che seguire i prossimi passi della moda africana che come spiega la Jennings:

“…. Negli ultimi tempi ha vissuto quello che negli anni ’80 è accaduto alla moda giapponese: sono spuntati all’improvviso stilisti, firme, griffes e nuove etichette che si sono fatti strada con una rapidità incredibile e hanno conquistato la scena internazionale.”

Fonte: d.repubblica.it

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