Si è conclusa lunedì la 94ma edizione di Mipel, Mercato Internazionale della Pelletteria e degli Accessori, che ha registrato un’affluenza complessiva di 17.369 visitatori (9.304 italiani, 8.065 esteri).
I dati di afflusso, sebbene in lieve flessione rispetto a settembre 2007 (19.097 buyers) confermano Mipel come unico interlocutore, a livello internazionale, per il mondo della produzione e quello della distribuzione.
“Mipel è la manifestazione più importante per il settore – dichiara infatti Giorgio Cannara, Presidente di Mipel – e le proposte degli espositori italiani restano, comunque, le più apprezzate. Le aziende italiane hanno esposto prodotti di altissima qualità, che in alcuni casi vantano lavorazioni di ineguagliabile artigianalità, con particolare attenzione alla creatività alle forme e ai materiali”.
Un occhio sul mondo
“Con più di 1.000 buyers, – continua Cannara – i Paesi dell’ex Unione Sovietica (Federazione Russa, Ucraina, Bielorussia e Paesi Baltici), rappresentano il primo mercato estero per Mipel”.
Stabili le provenienze dei buyers dai mercati come il Giappone con 875 visitatori (11% del totale esteri), la Federazione Russa (707, circa 8%), Spagna (550, il 7%) e Germania (433, circa il 5%). Gli Stati Uniti, invece, con 152 visitatori, confermano le difficoltà del mercato d’Oltreoceano.
Grazie invece a nuovi progetti come quello dell’ International Trade Centre – organismo dell’Onu – e realizzato da Bangladesh Leather Service Centre, per la prima volta l’industria della pelletteria del Bangladesh ha partecipato a Mipel con una collettiva di aziende asiatiche specializzate nella lavorazione della pelle, segno tangibile di un rinnovamento alla scoperta di nuovi mercati.
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