Vai al contenuto
Home » Borse » Ballin “Blossom in Eternity”, la bag solidale in pitone riciclato

Ballin “Blossom in Eternity”, la bag solidale in pitone riciclato

Spread the love

Quando ancora non era stata creata si chiamava ” ThePhoenix Bag” ed era solo un’idea: come una borsa che è andata in fiamme e che può rinascere dalle sue ceneri. E Ballin cercava qualcuno che potesse aiutarla a rinascere dandole una forma.

Ma la materia prima c’era già, come in natura  niente si crea dal nulla: bisognava quindi realizzarla con materiali a basso impatto ambientale, senza utilizzare nulla che non esistesse già, con materiali ricliclati e liberando l’ambiente dagli scarti.  A dover affrontare questa sfida sono stati gli studenti della Domus Academy di Milano, prima scuola di post-graduate design nata in Italia, e a vincerla è stato  taiwanese Yueh-lin Tsou  e l’ha chiamata Blossom in Eternity, ovvero “Eterna Fioritura” .

E il vincitore, come gli altri nuovi talenti che hanno partecipato, ha dovuto affrontare una doppia sfida perchè oltra a seguire la propria ispirazione  era anche tenuto a creare prototipi seguendo i principi di Puraction, società che si occupa di sostenibilità e che collabora da tempo con lo storico calzaturificio italiano.

Così è nata questa clutch gioiello in pitone riciclato, caratterizzata da un’impugnatura a bracciale composta da due  mitiche arabe fenici a specchio, montate sulla cerniera di metallo centrale.

Una creazione che Ballin ha ritenuto in linea con la sua filosofia e stile perchè con un’identità femminile, elegante, sofisticata e nel rispetto di innovazione, creatività e sostenibilità dei materiali utilizzati.

Il modello vincitore, che ha un fascino ed un bagaglio simbolico che la candidano a diventare una it-bag, è stata prodotta in edizione limitata in soli 100 pezzi ed è ora in venita su luisaviaroma.com e ballin-shoes.it.

E sembra un regalo di Natale ideale perchè oltre che bella e solidale con l’ambiente. la bag guarda anche all’umanità in difficoltà: così parte dei proventi andrà a Oxfam The Circle, associazione no profit che combatte povertà e ingiustizia.