La globalizzazione non poteva non arrivare a minare il mondo della moda. Oltre la creatività, oltre la singolarità, ci sono i colossi del pronto modo, i brand low cost e quei capi e quegli accessori che puoi trovare in tutto il mondo occidentale. Così ti trovi ad avere quell’abitino carinissimo ma uguale a quello di tante altre, prodotto serialmente e senza una personalità spiccata.
Questa tendenza potrebbe segnare la fine della moda , secondo quanto ha affermato Valerie Steele storica della moda americana che ha affermato, sul New York Time:
“Nella moda e nel costume l’esito della globalizzazione è già scritto: lo stile della strada, quello specifico di una cultura, una latitudine, una personalità, sparirà. Perché le generazioni più giovani di tutto il mondo comprano sempre più dagli imperi pronto moda come Zara”.
Eppure c’è una controtendenza, rappresentata dalla cosiddetta Fashion with roots, la moda con le radici.
